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Sostenibilità e missione sociale dell’Università

Sostenibilità e missione sociale dell’Università

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La Sostenibilità può rappresentare un'opportunità per rilanciare la missione sociale delle università?

Decisamente sì. E per almeno otto buoni motivi, illustrati nell'intervento del Prof. Eugenio Morello - Delegato al Progetto di Sostenibilità Ambientale del Politecnico di Milano - dal titolo "Atenei sostenibili in otto mosse" pubblicato il 5 febbraio 2019 su Buone Notizie L'impresa del bene,  il settimanale del Corriere della Sera dedicato alle storie, alle energie e alla creatività del Terzo settore.

Il contributo del Prof. Morello parte dalla considerazione che raggiungere i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals_SDGs) individuati dall'Agenda 2030 delle Nazioni Unite nel 2015, rappresenti oggi una vera sfida per le università, il cui impegno sociale e ambientale è cresciuto sensibilmente negli ultimi anni.

Sfida che può essere meglio colta grazie anche all'adesione a network di collaborazione attraverso i quali gli atenei promuovono e condividono progetti di ricerca, didattica innovativa, nonché esortando le proprie comunità accademiche ad adottare stili di vita più sostenibili.
Tra questi network va citato innanzitutto  l'International Sustainable Campus Network_ISCN cui aderiscono 90 atenei di 30 paesi.
Dal 2013 in Italia è attiva invece la Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile_RUS, istituita in ambito CRUI, della quale fanno parte oggi 62 atenei.
Il Politecnico di Milano è socio membro di entrambi i network.

 

Vai all'articolo: Atenei sostenibili in otto mosse

 

 

 

 


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Società a 2000 Watt nelle città svizzere

Società a 2000 Watt nelle città svizzere

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Ridurre l'uso di energia del 60% e coprire il fabbisogno restante con fonti rinnovabili: una sfida che si sta portando avanti in Svizzera.

E' proprio questo tipo di esperienza che verrà analizzata nell'ambito della Conferenza - organizzata in occasione del lancio della XV^ edizione dal Master RIDEF 2.0 (Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano)  - con il supporto del Servizio Sostenibilità di Ateneo.

Dal 2008, il Comune di Zurigo, a seguito del referendum approvato dal 75% degli elettori, ha inserito nello Statuto comunale l'obiettivo di ridurre l'uso di energia del 60% e coprire il restante fabbisogno con fonti energetiche rinnovabili (società a 2000 Watt pro-capite). Più recentemente, in seguito al referendum del 21 maggio 2017, l'elettorato svizzero ha approvato la nuova legge sull'energia. 
Per approfondimenti: Strategia energetica 2050 elaborata dal Consiglio federale svizzero.
L'Italia è pronta per la sfida?  
 
La Conferenza prevede i contributi di:
 
Cédric Jeanneret - Energy Transition Expert Azienda Energetica di Ginevra (SIG) - che affronterà il tema della riduzione nell'uso dell'energia attraverso casi studio, programmi tecnici e di finanziamento attuati dalle Utility locali;

Silvia Zamboni - giornalista e membro del Comitato Scientifico dell'Ecoistituto dell'Alto Adige - illustrerà le attività in corso nel Comune di Zurigo; 

Eleonora Perotto - Responsabile Servizio Sostenibilità del Politecnico di Milano - illustrerà alcune iniziative promosse dell'Ateneo; 

Lorenzo Pagliano - Direttore del Master RIDEF 2.0, responsabile Italiano del progetto Affordable Zero Energy Buildings - analizzerà la stretta relazione tra edifici e città e il tema della sufficienza energetica.

Modera Gianni Silvestrini, già Direttore del Master e Direttore scientifico del KyotoClub.

A conclusione, seguiranno gli interventi di alcuni studenti dell'ultima edizione del Master che presenteranno una selezione dei lavori svolti durante l'anno di corso sul tema della pianificazione energetica e della mobilità. 

Iscrizioni online su: www.ridef2.com

Possibilità di partecipazione in streaming. Per informazioni: info@ridef.it
 

 

 


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Questionario sostenibilità

DIRTY SENSING: Un progetto per monitorare l’acqua nelle reti di distribuzione

DIRTY SENSING: Un progetto per monitorare l’acqua nelle reti di distribuzione

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Un team di ingegneri del Politecnico di Milano il 10 gennaio 2019 è stato selezionato tra i cinque finalisti del Premio Horizon 2020 "Zero Power Water Monitoring" per il progetto innovativo di una rete di nodi di monitoraggio IoT finalizzato al controllo in tempo reale della qualità dell'acqua.

Il team, invitato a Bruxelles per illustrare la soluzione innovativa davanti a una giuria di esperti, ha quindi superato la prima selezione, il cui esito finale è atteso per fine gennaio.

Per le sue importanti implicazioni ambientali e socio-economiche, nonché per la sua sperimentazione anche nel Campus Leonardo dell'Ateneo - il progetto è stato approvato e sostenuto da Donatella Sciuto (Prorettore Vicario), da Eugenio Morello (Delegato del Rettore per il Progetto di Sostenibilità Ambientale) del Politecnico di Milano e dal CEO di Romagna Acque.

 

Come nasce il progetto?

Il progetto è il risultato della collaborazione interdisciplinare tra due team di ingegneri ambientali ed elettronici del Politecnico di Milano. Il primo, guidato dalla Prof. ssa Manuela Antonelli, fa parte del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale (DICA) ed ha una lunga esperienza nel campo del monitoraggio, trattamento e gestione dell'acqua potabile. Il secondo team, guidato dal Prof. Marco Carminati, afferisce al Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria (DEIB) ed è specializzato nella progettazione e realizzazione di sensori miniaturizzati.

La collaborazione su questo tema di ricerca è iniziata due anni fa, quando Manuela Antonelli, Marco Carminati e Andrea Turolla (ricercatore post-doc in ingegneria ambientale presso il DICA) sono partiti da una domanda che è diventata una vera e propria sfida: "Perché concentrarsi solo sulla misura dei parametri di qualità dell'acqua subito a valle del trattamento invece di integrare tali misure con il monitoraggio diretto della stabilità chimica e microbiologica dell'acqua lungo l'intera rete di distribuzione?".

In effetti, recenti evidenze scientifiche e tecniche hanno chiaramente evidenziato che la formazione di depositi organici (biofilm) e inorganici (calcare) nelle reti di distribuzione dell'acqua potabile è la principale responsabile dell'alterazione della qualità dell'acqua, con possibili gravi conseguenze, quali: trasmissione di malattie (ad esempio, legionellosi), potenziale tossicità per la produzione di metaboliti da parte dei batteri, deterioramento delle proprietà organolettiche dell'acqua e danni alle reti di distribuzione per bio-corrosione e intasamento.

Con questa consapevolezza il team ha iniziato a sviluppare un sensore miniaturizzato per la misura ad alta risoluzione e selettiva di depositi organici e inorganici sulla superficie delle condutture, dispositivo successivamente brevettato. Grazie a questo innovativo microsensore, nel settembre 2017, il team è risultato tra i vincitori di S2P (Switch2Product) del Politecnico, Premio istituito per promuovere il trasferimento di idee innovative in prodotti finali per il mercato. Questa è stata l'occasione per lo sviluppo del progetto "Dirty Sensing", che mira a trasformare le reti di distribuzione in infrastrutture attive e intelligenti mediante l'installazione di una rete di nodi di monitoraggio IoT per il controllo in tempo reale della qualità dell'acqua e dello stato delle tubature. Il microsensore è poi diventato il cuore di un prototipo per il monitoraggio avanzato dell'acqua, che include sensori commerciali e auto-fabbricati, per migliorarne le prestazioni, ed è alimentato da un'innovativa unità di energy harvesting, che estrae l'elettricità dal flusso d'acqua ed è controllata da algoritmi adattivi basati sull'intelligenza artificiale. Grazie a un modulo di trasmissione integrato, i dati raccolti dai sensori vengono trasmessi dalla rete IoT a un cloud server e un'unità di analisi avanzata dei dati integra informazioni e modelli in tempo reale per supportare le operazioni di gestione con funzioni multiple, ad esempio: funzioni di allerta e allarme, programmazione delle operazioni di manutenzione e ottimizzazione del processo di potabilizzazione.

Nella prima metà del 2018, la soluzione è stata dimostrata nel corso di due distinte attività in campo, rispettivamente rivolte al monitoraggio di un edificio universitario (edificio 21  del Campus Bassini del Politecnico di Milano) e di una rete di distribuzione di acqua potabile. Per quanto riguarda la prima attività, la dimostrazione è stata effettuata presso un punto di erogazione  - inaugurato il 22 marzo 2018, in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua - in collaborazione con il Gestore del Servizio Idrico della città di Milano (Metropolitana Milanese S.p.A.) e al supporto del Servizio Sostenibilità di Ateneo - nell'ambito del progetto Città Studi Campus Sostenibile. Relativamente alla seconda attività, è stato installato un sistema di monitoraggio a tre nodi sulla rete di distribuzione di acqua potabile gestita da Romagna Acque - Società delle Fonti S.p.A., in regione Emilia-Romagna. In entrambi i casi di studio i risultati hanno dimostrato che "Dirty Sensing" è una piattaforma affidabile, robusta, scalabile, adattabile e energeticamente autonoma per il monitoraggio wireless delle reti di distribuzione idrica a diverse scale.

Nel frattempo il team sta procedendo allo sviluppo tecnologico della soluzione migliorando i modelli predittivi e l'attuale prototipo.

 


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Si è conclusa la Challenge promossa da Michelin

Si è conclusa la Challenge promossa da Michelin

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Si è conclusa, il 29 novembre a Palermo, la "sfida delle idee" promossa da Michelin su mobilità a emissioni zero, durante la quale gli studenti del Politecnico di Milano e dell'Università degli Studi di Palermo si sono sfidati in una gara (pitch event) sul tema della "Mobilità urbana sicura a emissioni 0: tecnologie,  equipaggiamenti  e strumenti".

La finale è stata vinta da una squadra palermitana (composta da Alessandro Augello, 22 anni, Francesco Pravatà, 22 anni e Giorgio Gullo, 22 anni), che si è aggiudicata il premio Michelin: un finanziamento di 10.000 euro per  realizzare  il progetto presentato: "Tire FIT-BIT". Un sistema che sfrutta le proprietà ottiche di led, che lavorano nel campo degli infrarossi, per monitorare lo stato del pneumatico, ottenendo informazioni su elasticità della gomma, interazione tra gomma e terreno  e numero  di giri reali del pneumatico. Ciò permette di ottenere un impatto positivo sulle emissioni.  Infatti, accoppiando i dati del Tire Fit-Bit con opportune tecniche di controllo, è possibile diminuire i consumi sia  di carburante sia del  pneumatico stesso, oltre a contribuire ad una  guida sicura.


I quattro team finalisti si sono sfidati durante l'evento, moderato  da  Valerio  Berruti,  Capo  Redattore  Auto  Motori de La Repubblica,  che ha  visto  la  partecipazione  di  esperti della mobilità, rappresentanti del mondo  delle istituzioni e delle università: Iolanda Riolo, Assessore all'Innovazione e Mobilità del Comune di Palermo, Valerio Sonvilla, Responsabile Prodotto Auto e Trasporto  leggero  della  Michelin  Italiana,  Stefano  Corgnati, Vice Rettore per la Ricerca del Politecnico di Torino, Tommaso Gecchelin, CTO e inventore di NEXT Future Transportation, che  da  Singapore ha  mandato  il suo  video messaggio ai   partecipanti.
Nella seconda parte della mattinata i quattro  team  finalisti  hanno  presentato  i  progetti  con  cui  hanno  sviluppato le idee più innovative su mobilità e sostenibilità. I veicoli del futuro infatti dovranno avere un ridotto impatto ambientale, fino ad arrivare al traguardo delle  emissioni pari    a  zero.
L'evento si è concluso con la premiazione del progetto vincitore selezionato dalla giuria, composta da Marco Beccali, Università degli Studi di Palermo, Eleonora Perotto, del Politecnico di Milano, Valerio Sonvilla della Michelin Italiana, Valentina Romano del Politecnico di  Torino.

"Ringraziamo Michelin per l'opportunità che ci è stata offerta e siamo felicissimi del risultato ottenuto" hanno dichiarato i vincitori..."L'idea è nata quando abbiamo cominciato ad interrogarci su quale potesse essere l'elemento che più incide sulla sicurezza stradale e sull'inquinamento, e dalle ricerche fatte abbiamo capito che questo è proprio il pneumatico, e che quindi bisognava trovare un modo per monitorare il suo stato. Così è nata l'idea progettuale "Tire FIT-BIT". Ci auguriamo di sviluppare al più presto il primo prototipo per contribuire alla ricerca in questo campo con l'obiettivo di rendere la guida sempre più autonoma, sicura e a emissioni 0".


Urban Planning & Climate Change

Urban Planning & Climate Change

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In un momento in cui il tema dei cambiamenti climatici è particolarmente caldo, il Politecnico di Milano (Dipartimento Architettura e Studi Urbani, con il supporto di Città Studi Campus Sostenibile) organizza il 6 dicembre 2018 il Seminario "Urban Planning & Climate Change".

Il seminario affronta le basi scientifiche e le recenti sfide dei cambiamenti climatici e presenta le risposte della pianificazione, attraverso le testimonianze del lavoro di ricerca e professionale di Silvio Gualdi ed Edward J. Blakely, due esperti della materia - riconosciuti a livello internazionale - che saranno introdotti dalla prof.ssa Scira Menoni.

Silvio Gualdi è Senior Scientist presso il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), dove da luglio 2014, dirige la Divisione Simulazioni e previsioni climatiche.

Edward J. Blakely è Professor Emeritus of City & Regional Planning ed ha ricoperto il ruolo di Chair of the Department of City & Regional Planning presso la UC di Berkely.

Alle lecture dei due esperti seguirà un dibattito che coinvolgerà oltre il Prof. Eugenio Morello, Delegato al Progetto di Sostenibilità Ambientale del Politecnico, docenti dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia e dello IUAV, insieme a ricercatori del DAStU.  

L'iniziativa si colloca tra le attività del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani finalizzate a costituire un Centro di Ricerca di Eccellenza transdisciplinare sulle fragilità territoriali, che possa diventare un punto di riferimento permanente sia nel mondo accademico e della ricerca, sia tra le istituzioni e gli altri attori impegnati in politiche e progetti "antifragili".

Programma


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Decennale SERR. Presentate le proposte del GdL "Rifiuti" RUS

Decennale SERR. Presentate le proposte del GdL "Rifiuti" RUS

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In occasione del decennale della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti_SERR il Comitato promotore della SERR in Italia - composto dal capofila AICA, CNI Unesco come invitato permanente, Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Utilitalia, ANCI, Città Metropolitana di Torino, Città Metropolitana di Roma Capitale, Legambiente, Regione Sicilia - ha organizzato un evento speciale a Roma il 5 dicembre 2018, presso l'Auditorium del Ministero dell'Ambiente.

La SERR, ricordiamo, rappresenta la principale campagna di informazione e sensibilizzazione dei cittadini europei sull'impatto della produzione di rifiuti sull'ambiente.

Per l'occasione, a Roma, oltre ai rappresentanti del Comitato promotore, sono intervenuti i protagonisti che in questi anni hanno reso possibile la SERR. Inoltre, gli Action developer - in rappresentanza delle categorie Scuole, Associazioni, Cittadini - hanno dato vita a un vero e proprio Parlamento Cittadino. Sono state avanzate proposte e presentate testimonianze sul tema della riduzione dei rifiuti e della loro migliore gestione in viarie realtà. Le interviste e gli interventi degli action developer sono stati raccolti in un video disponibile a questo link. 
Inoltre le testimonianze e le proposte degli Action Developer, presenti e non, durante il Parlamento Cittadino, sono state raccolte in una  Pubblicazione, disponibile in formato pdf, consegnata al Ministro Costa. 

Tra le numerose realtà presenti, anche il Gruppo di Lavoro Rifiuti della RUS - Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile - coordinato da Università di Bologna e Politecnico di Milano -  GdL cui partecipano 45 Atenei sui 59 della Rete. Per il Politecnico era presente Eleonora Perotto, Responsabile Servizio Sostenibilità di Ateneo.

Quali proposte dalle Università?

Per rendere sempre più concreta l'attuazione della circular economy ed in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile - SDGs dell'Agenda 2030 (in particolare SDG 12), è emersa la necessità che la normativa e anche il mercato evolvano rapidamente per consentire, soprattutto in realtà quali le università, di mettere in atto comportamenti virtuosi.

Sono stati individuati, a questo scopo, alcuni ambiti di intervento prioritari:

1. Emanazione di un testo di legge che consenta:

• l'allungamento della vita utile dei beni degli Atenei (RAEE in primis), rendendo la preparazione per il riutilizzo dei propri rifiuti non soggetta ad autorizzazione (no scopo di lucro, ma risparmio di denaro pubblico);

• la possibilità di raccogliere rifiuti prodotti da terzi, introducendo una gestione «in deroga» per talune tipologie di rifiuti raccolte in aree di proprietà degli Atenei accessibili al pubblico (ad es. raccolta pile, farmaci, tappi di plastica, cialde di caffè);

• il conferimento diretto in stazione ecologica o in impianto di recupero, di rifiuti propri non pericolosi, prodotti da uffici pubblici e privati tramite mezzo non iscritto all'Albo Nazionale Gestori Ambientali;

• l'introduzione della figura del waste manager oltre certe soglie dimensionali e di produzione di certi quantitativi/tipologie di rifiuti.

2. Regole comuni, almeno a livello regionale, per la gestione dei rifiuti degli Atenei potenzialmente "assimilabili".

3. Adeguamento del bando CONSIP per la raccolta e smaltimento rifiuti presso gli Atenei.

4. Introduzione di obblighi di legge per i produttori di vending machine che consentano la riduzione dei rifiuti prodotti (ad es. stop all'installazione di distributori di bevande calde che non consentano di utilizzare la propria tazza/bicchiere).

Si sottolinea infine che, proprio da un'indagine svolta nel 2018 presso gli Atenei aderenti al GdL Rifiuti RUS, è emersa la necessità di incrementare le attività di sensibilizzazione e informazione sul tema della gestione dei rifiuti per accrescere la coscienza sulle azioni che ciascun componente della comunità universitaria può compiere, ma anche evitare.

Con questa consapevolezza, nel corso della SERR 2018, al Politecnico di Milano, è stato quindi realizzato un flashmob, svoltosi in contemporanea anche presso l'Università di Bologna, in collaborazione con Legambiente, e che ha portato alla realizzazione di un video divulgativo.

Programma

Relazione presentata dal GdL "Rifiuti" RUS

Video Polimi-Rus

Proposte degli Action Developer_Pubblicazione